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Salvatore A. Sanna (Oristano 1934 - Francoforte 2018). Studia germanistica presso le Università di Cagliari e di Francoforte. Dal 1962 fino al 1998 è docente di lingua e letteratura italiana presso l’Università di Francoforte. Nel 1966 fonda la Deutsch-Italienische Vereinigung e.V. Pubblica con prefazione di Gerhard Rohlfs una Sardinien-Bibliographie (1974). Nel 1979 fonda Italienisch, la prima rivista di italianistica in Germania, organo ufficiale dell’Associazione dei professori tedeschi d’italiano. Ha curato diverse pubblicazioni fra cui la versione tedesca del Viaggio per l’Italia di Johann Caspar Goethe, padre di Wolfgang (1986), come pure i saggi in italiano di Rudolf Borchardt dal titolo L’Italia e la poesia tedesca (1988). Brevi studi su Calvino e altri autori italiani. Curatore dei quattro cataloghi Arte italiana dopo il 1945 - Artisti tedeschi e l’Italia (primo vol. 1981). Finora sono usciti in Germania, in edizione bilingue, sei raccolte di poesie: Fünfzehn Jahre Augenblicke (Attimi di 15 anni, 1978), Wacholderblüten (Fiori di ginepro, 1984), Löwen-Maul (Bocca di Leone, 1988), Feste (Fortezza dell’Aria, 1991), Mnemosyne (1999), Mare (2009). Le due raccolte Löwen-Maul e Feste sono uscite in edizione italiana con una prefazione di Luigi Malerba presso Masoero (Torino 1995; Premio Pannunzio). Tutta questa produzione è confluita nell'opera omnia uscita per Il Maestrale: Fra le due sponde (2014).

Salvatore Satta (Nuoro 1902 - Roma 1975), laureatosi in giurisprudenza a Sassari nel ’24 si sposta a Milano per fare tirocinio d’avvocatura ma un’affezione polmonare lo costringe nel ’26 ad una permanenza di due anni in sanatorio, dalla quale scaturisce La veranda (postumo nel 1981). Compiute varie esperienze d’insegnamento universitario, divenuto nel ’38 ordinario a Padova, conosce Laura Boschian che sposa nel ’39. La guerra obbliga i due sposi a numerosi spostamenti, e nel Friuli Satta scrive il De Profundis. Nel ’58 viene chiamato ad insegnare a Roma Diritto fallimentare, elaborando opere giuridiche che rimangono come capisaldi della bibliografia scientifica. Nel ’65 una peritonite lo costringe alle dimissioni. Il triennio conclusivo è vissuto in preda prima alla depressione, poi alla malattia incurabile: il 25 luglio 1970 aveva però iniziato a scrivere Il giorno del giudizio, postumo nel ’77 (Cedam; Adelphi 1979). Esplode il “caso Satta”: consacrato fra i pochi narratori della seconda metà del secolo destinati a sopravvivere.

Sergio Sotgiu è nato e vive ad Alghero, dottore di ricerca in filosofia, collabora con la cattedra di filosofia morale del Dipartimento di scienze umanistiche e sociali dell'Università di Sassari, dove è stato coordinatore della Scuola universitaria per stranieri. Ha condotto studi e ricerche su autori e correnti della filosofia contemporanea, occupandosi fra gli altri di Marcel, Rensi, Wittgenstein, Del Noce, Mounier e Capograssi. È stato collaboratore di riviste e quotidiani come «America oggi», «Metapolitica», «Rivista internazionale di filosofia del diritto». Per i tipi dell'editore Cantagalli di Siena ha pubblicato Testimone dell'assoluto (1998), e Uomini dell'eternità (2001).

 

<p>Vindice Satta nasce a Nuoro il 17 giugno 1908 da Sebastiano Satta e da Clorinda Pattusi. Nato ad un anno dalla morte della sorellina Raimonda di appena 2 anni, il padre Sebastiano lo chiam&ograve; Vindice, quasi a sfida della sorte. Resta orfano del padre nel 1914,  a soli 6 anni. Frequenta a Nuoro le scuole normali, si iscrive poi nel 1930  in Giurisprudenza all&rsquo;Universit&agrave; di Sassari, dove si laurea nel 1934. Si trasferisce con la Madre Clorinda a Firenze per frequentare la Facolt&agrave; di Lettere, ma nel 1939 deve emigrare in Francia, dove insegna Lettere prima a Parigi e dopo a Roanne. Nel &rsquo;41 riprende gli studi a Firenze e si laurea in Lettere nel &rsquo;44. Si sposa con Brunetta Chirici da cui avr&agrave; i figli Massimo, Sebastiano e Raimonda, nata morta nel &rsquo;55. Nel 1945 viene nominato Viceprefetto di Pistoia e si stabilisce a Montecatini Terme. Qui vive fino al giorno del suo decesso che avviene il 19 febbraio del 1984, all&rsquo;et&agrave; di 75 anni. Volle essere sepolto a Nuoro dove ora riposa nel Cimitero di Sa &rsquo;e Manca con la sua dolce sposa Brunetta che, morta anche lei a 75 anni, lo ha seguito nel 1996.</p> <p>Dell&rsquo;opera poetica di Vindice Satta &egrave; uscita nel febbraio 1985 (Gianni Trois, Cagliari) la raccolta <em>Parole a una donna bella</em>, a cura di Ugo Collu, con introduzioni di Leandro Muoni, Mario Ciusa Romagna e del curatore; venne presentata il 9 aprile dello stesso anno presso l'Auditorium del Consorzio per la Pubblica Letture &ldquo;Sebastiano Satta&rdquo; di Nuoro, in forma di convegno i cui atti si pubblicarono per iniziativa del Consorzio nel 1987 (a cura di Ugo Collu e Angela M. Quaquero) nel volume intitolato <em>La poesia negata </em>(stampa: STEF, Nuoro).</p>

Laura Secci, nata e cresciuta in Sardegna, dopo la laurea in Filosofia a Pisa e un master all’Università di Firenze, si è arruolata nell’esercito. Ha partecipato per lo Stato Maggiore a diverse missioni in Medio Oriente. Nel 2009 si è congedata dall'Esercito e lavora come giornalista per La Stampa e altre testate. Ha compiuto diverse missioni come reporter freelance in Afghanistan, Libia, Iraq e Siria. Con Neri Pozza ha pubblicato nel 2019 il saggio, scritto a quattro mani con Domenico Quirico, La sconfitta. Il libro racconta le tappe della sconfitta dell’Occidente in Oriente, con reportage dei due autori nei luoghi in cui si sono svolte (Siria, Afghanistan, Iraq, Libia, Somalia)

Mariangela Sedda vive a Cagliari. Laureata in Filosofia ha insegnato per lunghi anni nella scuola media superiore. Collabora alle pagine culturali di varie riviste e quotidiani e con la RAI. Con Il Maestrale pubblica i romanzi Oltremare (2004) e Vincendo l’ombra (2009), che hanno per protagoniste le sorelle Grazia e Antonia. È anche autrice di racconti, testi teatrali e saggi, fra questi ricordiamo: Una storia di ordinaria scrittura (stampa Alternativa 1992); ; Sotto la statua del re (Delfino 1995); Luigino e la statua del re in Magia telematica e altre fiabe (Mondadori 1997); L’Esilio dei re (Condaghes 2000).

Flavio Soriga è nato a Uta nel 1975. Vive a Roma. Ha pubblicato i romanzi Diavoli di Nuraiò (Il Maestrale; Premio Italo Calvino 2000), Neropioggia (Garzanti; Premio Grazia Deledda giovani 2005), Sardinia Blues (Bompiani 2008), Il cuore dei briganti (Bompiani 2010). Un suo racconto è contenuto nell'antologia curata da Roberto Santachiara The dark side (Einaudi 2006). Collabora con vari giornali e riviste.

<p>Franco Stelzer &egrave; nato a Trento nel 1956. Ha studiato filosofia a Bologna, laureandosi su Robert Walser, ha vissuto a lungo a Monaco e poi a Friburgo, dove ha lavorato&nbsp;presso il&nbsp;consolato come insegnante di lingua e cultura italiana per i figli degli emigrati italiani. Attualmente vive e lavora come insegnante di lettere nella sua citt&agrave; natale. &Egrave; traduttore dal tedesco (Ungar, Perutz, Tumler, Gruenbein). Come narratore ha pubblicato per Einaudi: <em>Ano di volpi argentate</em> (2000) e <em>Il nostro primo, solenne, stranissimo Natale senza di lei</em> (2003)</p>

Girolamo Sotgiu (La Maddalena 1915 - Cagliari 1996). Storico e uomo politico. Dopo la laurea in Lettere a Roma (1938), si traferisce a Simi nel Dodecaneso per necessità economiche; è segnalato come antifascista e incarcerato a Rodi, dove, richiamato alle armi nel 1943, è internnato dai tedeschi. Alla fine della guerra - dopo la fuga in Turchia e un ritorno a Rodi - rientra in Sardegna dedicandosi alla ricerca storica e alla politica (nelle file del PCI); diventa docente di Storia moderna della facoltà di Scienze politiche all'Università di Cagliari; è consigliere regionale per diverse legislature (1948-68), poi senatore (1968-72). Fra le sue opere principali ricordiamo: Alle origini della questione sarda (Fossataro 1967); Lotte sociali e politiche nella Sardegna contemporanea (Edes 1974); e i volumi usciti per Laterza: Storia della Sardegna dopo l'unità(1986); Storia della Sardegna dalla grande guerra al fascismo (1990); Storia della Sardegna durante il fascismo (1995); aLa Sardegna negli anni della Repubblica: storia critica dell'autonomia (1996).

Alessandro Stellino (Nuoro 1973) ha esordito nel 2011 per Il Maestrale con il romanzo Incendi. Racconto di fine estate cui segue nel 2013 l'opera Ogni animale muore nella tana. Specializzato in Letteratura americana e cinema di ricerca, svolge attività di critico cinematografico a Milano, insegna presso il Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive (CISA) di Lugano. È fra gli autori del Dizionario dei film di Paolo Mereghetti, collaboratore del quotidiano La Nuova Sardegna. Ha fondato il sito di resistenza critica www.filmidee.it.

Clara Spada vive tra Roma e la Sardegna, sua terra natale. Ha scritto e scrive, spesso sotto pseudonimo, su quotidiani e riviste. Ha collaborato con la Rai-Tv e con radio private. Nel 1991 ha conseguito la laurea in Teologia discutendo la tesi Si venus mutatur – L’omosessualità: un problema teologico e pastorale nell’attuale contesto socioculturale. Il suo primo libro, Il coltello che taglia, ha inaugurato, nel 1994, la collana Golosia della Mursia ed è stato tradotto in Francia (Aralia édition, 1996). Della stessa collana letteraria anche il suo secondo libro, Il cibo dei Patriarchi – A tavola con l’uomo della Bibbia (1998). Con Il Maestrale ha già pubblicato il giallo La chiave del Vaticano (2009). Appassionata di storia e letteratura angloamericana, si interessa di problemi sociali, semiologia, teatro e cinema. Collabora con il sito internet www.cinemecum.it.

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