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Contributi di: Marcello Anselmo - Gianfranco Bettin - Simone Caputo - Costantino Cossu - Marco Gatto - Piergiorgio Giacchè - Vittorio Giacopini - Michele Lipori - Paolo Mereghetti - Claudio Paravati - Massimo Raffaeli - Rodolfo Sacchettini - Emilio Varrà - Nicola Villa
Goffredo Fofi è difficile da definire. Distanziandosi dal cliché dell’intellettuale, che lui per primo non amava, si possono immaginare molti modi per descriverlo. Come critico letterario e cinematografico, educatore, operatore sociale, studioso sul campo, sociologo, antropologo e filosofo, ha attraversato infaticabile mezzo Novecento e un tratto del Duemila con una curiosità verso la vita che ha conosciuto pochi limiti. Questo libro vuole innanzitutto ricordare Fofi a un anno dalla sua morte (11 luglio 2025). Ma non è una raccolta di scritti “celebrativi”, quanto piuttosto un primo tentativo di sistematizzazione: scritti non di Fofi ma su Fofi, che delineano una riflessione sui temi a lui cari, sul suo metodo e sulla sua presenza – meglio: partecipazione – ai tempi prima che i suoi tratti si irrigidiscano in una maschera lontana. Un modo per iniziare a pensare a ciò che Fofi lascia alla prova del nostro presente.
Goffredo Fofi (1937-2025), figura fondamentale e unica nella cultura italiana, si è occupato di critica letteraria e cinematografica, lavoro educativo e sociale, inchiesta. Dopo una prima esperienza in Sicilia con Danilo Dolci ha affiancato e sostenuto numerose realtà di impegno sociale, alcune delle quali in prima persona come la Mensa dei bambini proletari a Napoli. È stato direttore e animatore di riviste quali «Quaderni Piacentini», «La Terra vista dalla Luna», «Linea d’ombra», «Lo Straniero», «Gli Asini». Ha apprezzato e seguito da vicino la storia de Il Maestrale, valorizzando autori come Alberto Capitta e Giorgio Todde. Fra i suoi numerosi libri ricordiamo: L’immigrazione meridionale a Torino (1964), Totò. L’uomo e la maschera (1977), L’avventurosa storia del cinema italiano raccontata dai suoi protagonisti (1979/1981), Le nozze coi fichi secchi (1999), La vocazione minoritaria (2009), Salvare gli innocenti (2012), Il cinema del no (2015), L’oppio del popolo (2019), Arcipelago Sud (2025).
Agnese Cossu, nata a Sassari nel 1998, vive e lavora a Roma. Laureata in lingue all’Università degli Studi di Firenze e in comparatistica e teoria dei media alla Sapienza di Roma, si occupa di lavoro editoriale, ricerca indipendente, traduzione e scrittura creativa. Si muove nell’ambito della critica letteraria e dei media, degli studi culturali (con particolare attenzione alle prospettive decoloniali) e dell’inchiesta sociale, collaborando con riviste come «Gli Asini», «il verri», «Confronti», «Dialoghi Mediterranei».








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