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Serrenti, alle ore 18,30

nella Piazza Santa Barbara

L'autore

Giulio Neri

presenterà il  suo Romanzo "Carne"

A Cura di Tesauro Soc. Coop.va

In collaborazione:
Gruppo di lettura "Il Sentiero dei libri"
Il comune di Serrenti

Budoni 

c/o la Biblioteca comunale

Presentazione

del nuovo romanzo di Mauro Pusceddu

Eroina

Dialoga con l'autore :

Graziella Monni

In collaborazione -

Libreria Amadori

Biblioteca comunale di Budoni

Per la rassegna "Festivaldelaltrove"

Ai giardini comunali  - Guasila

Presentazione del nuovo libro di Rossana Copez:

CERCANDOCIELI

Dialoga con l'autrice: Francesca Spanu

 

 

Per la rassegna musicale Karel Music Expo 2022

in collaborazione con il Festival Letterario Neanche Gli Dei

Sabato 3 settembre al Lazzaretto Sant'Elia, ore 19:30

Gianni Usai

Presenterà il suo libro: "Cristian T"

Alghero -Libreria Cyrano.

Dialoga con l'autore:

Giacomo Pisanu

 

Quartu Sant'Elena 10 agosto ore 19

Al Chiostro Ex convento Cappuccini

Via Brigata Sassari 3/5

Presentazione del romanzo di Maria Grazia Zedda

Il fruscio degli eucalipti

Dialoga con l'autore :

Enzo Cugusi

In collaborazione con la Comune di Quartu Sant'Elena

Sabato 25 giugno 2022, a Cagliari, nell’aula Maria Lai dell’Università degli Studi di Cagliari (Via Nicolodi 102) si svolgerà l’Antonio Pigliaru Workshop on Social Norms & Cultural Codes, una conferenza internazionale ispirata all'opera di Antonio Pigliaru sul Codice della Vendetta Barbaricina, a 100 anni dalla nascita del giurista, filosofo ed etnografo sardo.

Il tema della conferenza è la persistenza e l'evoluzione delle norme sociali e il ruolo dei codici culturali e dei codici d’onore. L'occasione è la nuova edizione del libro di Antonio Pigliaru sulla "Vendetta barbaricina come ordinamento giuridico” (Edizioni Il Maestrale 2021, a cura di Giancarlo Porcu e Introduzione di Paolo Carta).

Il programma prevede una tavola rotonda (in italiano) sulla nuova edizione del libro (Il banditismo in Sardegna - La vendetta barbaricina). La tavola rotonda sarà moderata da Alberto Bisin (New York University) e vedrà la partecipazione di Giuseppe Bandinu (Tribunale di Roma), Paolo Carta (Università of Trento), Giuseppina De Giudici (Università di Cagliari), Luigi Guiso (EIEF), e Giuseppe Lorini (Università di Cagliari).

La prima sessione scientifica, moderata da Luigi Guiso (EIEF) sarà incentrata su "Codici d’onore e norme sociali” con interventi di Mark Cooney (University of Georgia), di Benjamin Enke (Harvard University) e Nathan Nunn (Harvard University), a cui seguiranno i commenti di Fabrizio Adriani (University of Leicester), Tamler Sommers (University of Houston) e Thierry Verdier (Paris School of Economics).

La seconda sessione scientifica, moderata da Mario Macis (Johns Hopkins University), si concentrerà su "Origine, persistenza ed evoluzione delle norme di genere”. A questa sessione interverranno *Anke Becker* (Harvard University) e *Alice Evans* (King’s College London). A seguire, i commenti di Pauline Grosjean (University of New South Wales), Selim Gulesci (Trinity College Dublin) e Marco Nieddu (Università di Cagliari).

La conferenza è organizzata da Alberto Bisin (Università di New York), Claudio Deiana (Università di Cagliari), Luigi Guiso (EIEF), Mario Macis (Università Johns Hopkins), Marco Nieddu (Università di Cagliari) e Francesco Pigliaru (Università di Cagliari) con il sostegno finanziario della Fondazione di Sardegna.

Foyer del Teatro Massimo Viale Trento 9 - Cagliari

Dialogano con l'autrice:

Francesca Spanu

Giani Usai

Ingresso gratuito

Questo piccolo atlante fotografico illustra le principali specie di anfibi, rettili e mammiferi della Sardegna. Il libro procede per singole schede, accompagnate da splendide immagini, che informano in maniera chiara ed esauriente sulla distribuzione nel territorio, l’habitat, l’identificazione e sulle peculiarità di ogni
singola specie. Completano il volume: un’asciutta e chiara introduzione e gli indici col nome scientifico, in sardo e italiano delle specie catalogate.

Anna Pipia nata a Sassari e residente a Nuoro, si laurea in Scienze Naturali con la votazione di 110/110 e lode, e consegue il titolo di Dottore di ricerca in Biologia Ambientale presso l’Università degli Studi di Sassari. Autrice di diversi articoli scientifici sull’ecoetologia del Muflone e collaboratrice in molteplici attività di cattura e/o censimento di ungulati selvatici, lepri e pernici. Ha lavorato per diversi anni al Settore Ambiente della Provincia di Nuoro e al CEAS (Centro di Educazione Ambientale e alla sostenibilità) di Nuoro. Attualmente Docente di Matematica e Scienze, è stata Docente in diversi corsi e co-ideatrice con Renato Brotzu di un progetto pilota “Diritti Animali” promosso dall’ATS Nuoro.

Sabato 21 maggio ore 10 c/o la Fondazione Villa Mirabello .

Il Giornalista Paolo Lambruschi (di Avvenire) intervisterà Maria Grazia Zedda l'autrice del libro "IL FRUSCIO DEGLI EUCALIPTI",

Introduce e accoglie Emanuela Trevi (disability e comunity manager di Fondazione ASPHI Onlus).

Milano Via Mirabello 6 - ore 10.

Ora che la casa editrice Il Maestrale propone, curata da Giancarlo Porcu e con una prefazione di Paolo Carta, una nuova edizione del saggio di Antonio Pigliaru Il banditismo in Sardegna. La vendetta barbaricina come ordinamento giuridico (pp. 497, euro 25,00), il primo passo utile per avvicinarsi a questo volume (di cui l’ultima edizione risale a venti anni fa sempre per il Maestrale e che raccoglie saggi di diversi periodi) sarà quello di inquadrare storicamente il suo nucleo principale che attiene appunto alla Vendetta barbaricina come ordinamento giuridico (pubblicato nel 1959 da Giuffrè).

LA PRINCIPALE e fondamentale acquisizione teorica di queste pagine è la rivendicazione dell’autonomia delle norme che regolano i rapporti all’interno delle comunità della Barbagia, intese come un contesto socio-economico tradizionale produttore di un ordine giuridico non soltanto perfettamente coerente al suo interno, ma anche (e forse soprattutto, nella prospettiva di Pigliaru) autonomo rispetto all’ordine giuridico della modernità.

Siamo nel campo della demologia giuridica, che Pigliaru attraversa partendo da riferimenti teorici precisi. Tre in particolare: la concezione del diritto come istituzione e la teoria del pluralismo giuridico elaborate da Santi Romano; il personalismo giuridico (il primato del soggetto e dell’azione del soggetto rispetto ad ogni forma di statico normativismo) di Giuseppe Capograssi, maestro riconosciuto di Pigliaru al quale «Il codice della vendetta barbaricina» è dedicato; la sociologia del diritto nella prospettiva indicata da Georgii Gurvitch, i codici giuridici come sistematizzazione normativa risultante da un processo di integrazione sociale.

Queste coordinate teoriche stanno però, a loro volta, dentro un quadro storico preciso, che aggiunge ulteriori determinazioni all’opera di Pigliaru. Quadro che puntualmente Lucio M. Lombardi Satriani richiama nell’introduzione scritta nel 1993 per l’edizione Giuffrè e ora riportata nella ristampa de Il Maestrale: «Nel dopoguerra il movimento dell’occupazione delle terre, le forti spinte separatistiche in Sicilia e in Sardegna la recrudescenza del banditismo in alcune aree meridionali riportano all’attenzione il Sud come problema irrisolto. La cultura progressista o rivoluzionaria ripropone – a livello letterario, cinematografico, artistico, demologico – una condizione umana e sociale densa di drammaticità e sistematicamente chiusa ed occultata. La lezione delle riflessioni di Antonio Gramsci, l’opera di Carlo Levi, l’impegno di documentazione di Rocco Scotellaro e di Danilo Dolci, i risultati dei viaggi etnografici di Ernesto De Martino contribuiscono a fare avvertire il Sud come luogo della cattiva coscienza nazionale».Antonio Pigliaru scrive dentro questo contesto storico. E ciò lo porta a sviluppare, al di là ma in certo qual modo anche coerentemente rispetto ai tre capisaldi teorici che prima abbiamo indicato, una forte sensibilità ai problemi della cultura delle classi subalterne. Una sensibilità che si avverte già viva nel Codice della vendetta barbaricina e che si manifesta ancora più esplicitamente nei cinque saggi che completano il volume edito da Il Maestrale, redatti dal 1959 al 1969 (anno della prematura scomparsa di Pigliaru a soli 46 anni) e tutti dedicati ad approfondire i temi al centro della riflessione dell’opera principale.

PARTENDO DALLA NEGAZIONE di ogni forma di positivismo giuridico per mettere in primo piano la pluralità degli ordini normativi e, soprattutto, la scelta del soggetto dentro un orizzonte in cui all’azione restano aperte opzioni di valore plurime, Pigliaru perviene a una lucida coscienza dell’autonomia della cultura delle classi subalterne. Il debito gramsciano è evidente, così com’è evidente che, al pari dei Quaderni dal carcere, Il codice della vendetta barbaricina si colloca ai primordi di una riflessione teorica che ha rotto molti schemi anche a sinistra e che ha avuto per tutta la seconda metà del Novecento e sino ad oggi sviluppi importanti.

COME PER GRAMSCI anche per Pigliaru riconoscere l’autonomia delle culture pone immediatamente il problema del rapporto tra tutte le fonti di legittimità presenti nello stesso campo storico. Ogni pagina del Codice è percorsa da questa tensione. Che è conflitto e insieme confronto, dialogo, tra ordini normativi. Ma là dove, sullo stesso piano teorico, in Gramsci prevale il conflitto, in Pigliaru vince nettamente il dialogo: nei Quaderni un pensiero rivoluzionario; nel Codice una visione in cui alla tensione fra i poli della tradizione e della modernità non segue il passaggio a un ordine nuovo che entrambi quei poli superi e trascenda. È, quello pigliariano, l’orizzonte che dal secondo dopoguerra a oggi ha orientato gli aspetti più progressivi della gestione dell’autonomia regionale sarda e, più in generale, delle pratiche politiche e istituzionali che hanno segnato il complesso rapporto del Sud d’Italia con il resto del paese.

Costantino Cossu, "il manifesto", 2.9.2021

Un racconto fotografico delle coste e del mare della Sardegna. Filo conduttore è il cambiamento che riguarda la storia, la geologia e gli ambienti sommersi. Sotto la superficie del mare, è messa in luce la crescente accelerazione delle trasformazioni indotte dalle attività umane che non risparmiano nemmeno gli abissi profondi. Uccelli marini, cetacei e pesci sono descritti con schede dedicate e riccamente illustrate.

Visioni del profondo e lacerazioni storiche armano la penna di Savina Dolores Massa, mentre musica, cultura, arti figurative colorano di vita le sue pagine. Tra frammenti di vissuto, dialoghi solitari, amori indichiarabili e treni dai vagoni vuoti, sfilano sempre le eterne visioni: in fondo nella Storia / di tori e maschi in guerra nell’arena. Insieme alle navi dei migranti, il paesaggio sociale e l’esclusione, l’albatros dai piedi azzurri della nostalgia, o l’animale sofferente della memoria.

E l’arroganza del Potere, gli oltraggi al pianeta, la circumnavigazione della psiche e dei suoi meccanismi. Finanche l’ultima piaga della nuova peste, la pandemia: Nell’assenza di bocche / non so più stare / e di pelli da accarezzare / e dita da baciare mordere lasciare.

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