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La fabbrica della filologia sarda - L’opera di Giancarlo Porcu "Le canzoni di Pisurzi" - Atti del forum di Cagliari, 13 gennaio 2018

15,00

Il volume raccoglie gli interventi di carattere filologico e metodologico pronunciati il 13 gennaio 2018 in occasione del convegno sulla monumentale edizione critica delle Canzoni di Pisurzi (700 fitte pagine), pubblicata alcuni mesi prima da Giancarlo Porcu e dedicata al massimo poeta in sardo del Settecento: Juan Maria Demela noto Pisurzi (Bantine [Pattada] 1707-1796). Il libro di Porcu si fregiava della prefazione di Paolo Cherchi, fra i massimi studiosi di letteratura a livello mondiale (la Prefazione è riprodotta in appendice a questi atti). Fra gli altri, nel corso del forum si espressero sull’opera Le canzoni di Pisurzi intellettuali di vaglia e autorità indiscusse nelle rispettive competenze: lo storico Luciano Carta, l’archeologa e organizzatrice culturale Maria Antonietta Mongiu, il linguista Giulio Paulis, l’epistemologo Silvano Tagliagambe, il filologo Maurizio Virdis. Ogni intervento rappresenta una guida preziosa dentro la fabbrica della filologia sarda e le sue più alte produzioni.

 

Giancarlo Porcu (Nùoro 1972). Laureato in Lettere Moderne (Bologna), dottore di ricerca in Letterature Comparate (Cagliari), si divide fra la professione di editor (in questa veste ha curato oltre 160 opere fra narrativa, saggistica e poesia) e la ricerca filologico-letteraria orientata sulla letteratura di Sardegna in sardo, italiano e spagnolo. Ha prodotto le monografie: La parola ritrovata. Poetica e linguaggio in Pascale Dessanai (2000; segnalazione Premio Deledda); Régula castigliana. Poesia sarda e metrica spagnola dal ’500 al ’700 (2008); Le canzoni di Pisurzi (2017); Un ribelle nell’ombra. Vita e opera di Pasquale Dessanai (2023; Premio Tullio De Mauro). I lavori di edizione critica: Racconti con colonna sonora (2002-2025) e Versus (2008) di S. Atzeni; Poesie complete (2004-2010), Lettere poetiche inedite (2011) e Opera omnia (2017) di P. Mereu; Dopo il divorzio, con appendici di lettere e scritti inediti (2022) e Racconti e versi ritrovati dalla collaborazione al «Silvio Pellico» (2025) di G. Deledda; Canti popolari sardi di E. Bellorini (2024). Le curatele, con stesura di introduzioni e/o note al testo, di: G. Ledda, Padre padrone (2003); F. Masala, Poesias in duas limbas (2006) e Quelli dalle labbra bianche - Il parroco di Arasolè (2008); A. Deffenu, Scritti giornalistici (2008); A. Masala, Alfabeto di strade (2009); S. Satta, Nuoro [1893] (2017); G. Angioni, Anninnora (2017); A. Pigliaru, Il banditismo in Sardegna (2021); G. Todde, La matta bestialità – Temperalapis (2023); R. Ruju, Il salto del fosso (2024); G. Deledda, Tradizioni popolari di Nuoro (2024); S. Atzeni, I sogni della città bianca (2025). Altri suoi saggi di filologia ricostruttiva e d’autore compaiono in riviste scientifiche: Antonio Cano e il primo testo poetico in lingua sarda: restauri codicologici (2005-2009); “Banditore chin trumba” di Antoninu Mura Ena (2004); Sui limiti della correzione linguistica congetturale (2018). In quest’ambito pubblicistico ha ultimamente illustrato inediti e rarità di Deledda: Lettere inedite di G.D. alla «Rassegna Nazionale» (2024, Premio InediTO RitrovaTO); “America e Sardigna”: una poesia in sardo della giovane G.D. (2024); e in volume: Per una nuova bibliografia delle novelle e delle prose brevi di G.D. (2025).

 

La fabbrica della filologia sarda

Indice

Maria Antonietta Mongiu, Presentazione e Prolusione

Giulio Paulis, «Le canzoni di Pisurzi». Una tappa fondamentale nel processo di legittimazione del patrimonio linguistico e letterario della Sardegna

Maurizio Virdis, L’edizione critica delle «Canzoni di Pisurzi» ad opera di Giancarlo Porcu. Un esemplare lavoro di filologia sarda per un autore dalle qualità nascoste

Silvano Tagliagambe, «Le canzoni di Pisurzi» di Giancarlo Porcu tra Popper e Gadamer

Luciano Carta, Leggendo «Le canzoni di Pisurzi»

Paolo Cherchi, Prefazione a Giancarlo Porcu, Le canzoni di Pisurzi

Biografie degli autori

Libri e scritti di Giancarlo Porcu - Bibliografia sintetica (1998-2025)

Dettagli
Autore
Recensioni
Collana: 
Pagine: 
112
ISBN: 
978-88-8980-160-4
Anno di pubblicazione: 
2025

Silvano Tagliagambe, professore emerito di Filosofia della Scienza, ha insegnato presso le università di Cagliari, Pisa, Roma “La Sapienza” e Sassari. Tra le sue 300 pubblicazioni da segnalare: Il sogno di Dostoevskij. Come la mente emerge dal cervello (Raffaello Cortina 2002); Come leggere Florenskij (Bompiani 2006); Lo spazio intermedio (Università Bocconi Editore 2008, ed. spagnola El espacio intermedio, Editorial Fragua 2009); People and Space. New Forms of interaction in City Project (con G. Maciocco, Springer-Verlag 2009); Pauli e Jung. Un confronto su materia e psiche (con A. Malinconico, Raffaello Cortina 2011); Il cielo incarnato. L’epistemologia del simbolo di Pavel Florenskij (Aracne 2013); Jung e il Libro Rosso. Il Sé come sacrificio dell’io (con A. Malinconico, Moretti&Vitali 2014); La divergenza nella rivoluzione. Filosofia, scienza e teologia in Russia (1920-1940), (con G. Rispoli, La Scuola 2016); Lo sguardo e l’ombra, (Castelvecchi 2017); Il paesaggio che siamo e che viviamo (Castelvecchi 2018).

Giulio Paulis, laureato in Lettere, è professore emerito di Glottologia dell’Università di Cagliari, dove ha insegnato la disciplina per oltre quarant’anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, di cui è stato preside dal 2002 al 2008. Sempre nell’ateneo cagliaritano, ha retto, in qualità di presidente, la Facoltà di Studi Umanistici (2012-2015). All’Università di Sassari è stato professore straordinario di Linguistica sarda nel periodo 1994-1997. Ha fatto parte dell’Osservatorio regionale per la lingua e cultura sarda (XI e XIII legislatura). All’interesse per l’indoeuropeistica, approfondito anche presso l’Università Jagellonica di Cracovia e l’Università Carolina di Praga, ha affiancato quello per la realtà linguistica della Sardegna, che ha investigato in numerose pubblicazioni,  nei suoi molteplici aspetti e fasi preistoriche, protostoriche e storiche e nelle relazioni con le altre lingue e culture del Mediterraneo. Nei suoi lavori (vd., per esempio, Lingua e cultura nella Sardegna bizantina; I nomi di luogo della Sardegna; I nomi popolari delle piante in Sardegna; Studi sul sardo medievale; L’espressione dilogica della trasgressione sessuale in un Canzoniere ispano-sardo del Seicento e in Calderon de la Barca) ha studiato costantemente i fenomeni linguistici in rapporto alla storia e alla cultura. Ha curato l’edizione italiana delle opere di Max Leopold Wagner e la pubblicazione del Vocabolario sardo logudorese-italiano di Pietro Casu (Ilisso).

Maurizio Virdis, laureato in Lettere, è attualmente docente incaricato di Lingua sarda presso la Facoltà di Studi umanistici. Ha insegnato per diversi decenni, come professore di ruolo, Filologia romanza, Lingua sarda e Linguistica sarda nella medesima Facoltà. Si è a lungo occupato di letteratura francese medievale con specifico interesse del romanzo cortese su cui ha prodotto alcune monografie e diversi articoli scientifici di carattere eminentemente interpretativo (Chrétien de Troyes, Marie de France, LAtre Périlleux), ma anche ecdotico (LAtre Périlleux). Diversi articoli sono stati poi dedicati alla Linguistica sarda (fonetica e sintassi) con la produzione di alcune monografie e numerosi articoli. Largo spazio ha dedicato alla filologia sarda: edizione critica del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado e delle Rimas Diversas spirituales di Gerolamo Araolla; e diversi saggi su opere letterarie sarde, tra cui l’opera poetica di Antonio Mura, Aquilino Cannas, Benvenuto Lobina.

Paolo Cherchi (nato a Oschiri 1937) è Professore Emerito dell’University of Chicago, presso la quale ha insegnato letteratura italiana, spagnola e filologia romanza (1965-2003), ed è stato anche ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Ferrara (2003-2009). Nel 2016 è stato fatto “socio straniero” dell’Accademia dei Lincei. Si è occupato prevalentemente di letteratura medioevale e rinascimentale. L’ultimo suo libro è Il tramonto dell’onestade (Edizioni di Storia e Letteratura 2016); fra i suoi precedenti volumi citiamo: Polimatia di riuso. Mezzo secolo di plagio (Bulzoni 1998); L’alambicco in biblioteca: distillati rari (Longo 2000); L’onestade e l’onesto raccontare del Decameron (Cadmo 2004); Le nozze di Filologia e Fortuna (Bagatto 2006); Verso la chiusura. Saggio sul Canzoniere di Petrarca (il Mulino 2008); La rosa dei venti. Una mappa delle teorie letterarie (Carocci 2011); Erudizione e leggerezza. Saggi di filologia comparativa (Viella 2012). Ha pubblicato inoltre articoli, edizioni (fra cui La piazza universale di tutte le professioni del mondo di Tommaso Garzoni, Einaudi 1996) e traduzioni (l’ultima è il romanzo catalano di Joanot Martorell, Tirante il Bianco, Einaudi 2013). Autore anche di fiction con Erostrati e astripeti (Il Maestrale 2005).

Luciano Carta (Bolotana 1947), laureato in Filosofia presso l’Università di Cagliari, è stato titolare della cattedra di Storia e Filosofia dal 1985 al 2004 presso il Liceo-Ginnasio «Siotto-Pintor» di Cagliari. Interessato alla ricerca storica e filosofica, ha rivolto la sua attenzione alla storia della cultura tra Settecento e Novecento, con particolare riferimento alla Sardegna, pubblicando numerosi saggi e articoli. Animatore e fondatore nel 1975 della rivista «Quaderni bolotanesi», tra il 1985 e il 1996 è stato redattore capo responsabile della rivista «Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico» diretta da Girolamo Sotgiu. Componente del Comitato scientifico per la pubblicazione dell’Opera omnia di Giovanni Battista Tuveri, ha curato due volumi della stessa opera. Ha curato il volume XXIV della collana «Acta Curiarum Regni Sardiniae»: Gli Stamenti nella «sarda rivoluzione» (1793-99) in quattro tomi. Ha svolto e svolge attività di collaborazione con le Università di Cagliari e di Sassari; riconosciuto Cultore della Materia nei due atenei. Attualmente ha in corso (editore Ilisso), la pubblicazione dell’epistolario di Giovanni Spano, in sette volumi, di cui sono uscito i primi tre relativi agli anni 1832-1842, 1843-1855, 1856-1860.

Maria Antonietta Mongiu è nata a Pattada e risiede a Cagliari nella cui Università si è laureata in Lettere antiche Indirizzo archeologico con i proff. Mauro Torelli e Fausto Zevi. Nominata dal Ministro della Cultura, è attualmente componente del CdA dei Musei nazionali di Cagliari. Fa parte del Consiglio di reggenza della Banca d’Italia di Cagliari; ed è presidente del Comitato scientifico Insularità in Costituzione. È stata Presidente Regionale del Fondo Ambiente Italiano. Insignita dal Presidente della Repubblica, il 2 giugno del 2017, dell’onorificenza di Ufficiale al merito della Repubblica e il 2 giugno 2024 dell’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica. Durante l’emergenza Covid 19 ha promosso e coordinato il progetto di solidarietà sociale Ad Adiuvandum, in raccordo con la RAS e con il Ministero della Difesa.  È stata assessora regionale Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della RAS (XIII Legislatura). È stata progettista e coordinatrice di attività formative nel settore dei BBCC per RAS, MIUR, Ministero del Lavoro. È stata professore a contratto di Archeologia della Sardegna romana (Università di Sassari) e di Storia della cultura materiale nell’IED di Cagliari. Ha tenuto Seminari nell’Università di Cagliari (Facoltà di Lettere e di Ingegneria). Come archeologa ha diretto scavi e restauri in diverse località delle province di Cagliari e di Sassari in collaborazione con le locali Soprintendenze. Pubblica sistematicamente in sedi scientifiche e divulgative. Collabora a programmi culturali della RAI e dal 2013 tiene una Rubrica settimanale nel quotidiano L’Unione Sarda, di cui è anche editorialista.

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